Capitolo
9:
data-p-id=85058731a87ecb7ef3de2055fd74ea26,style=text-align:left;,Era
un tranquillo pomeriggio di Ottobre qui a Firenze era da poco
iniziato il campionato Claudio e Francesco con l'aiuto di Kevin,
Aurora, Paolo e Letizia ci avevano fatto fare diversi allenamenti in
preparazione alla partita. Oggi è il nostro giorno di riposo dagli
allenamenti visto che domani giocheremo la prima partita in
campionato contro la squadra di Siena. Visto che sono libera ho
pensato di venire a trovare i miei nonni e parlare un po' con mia
nonna Maria. Flavia:
Ciao Nonna
Maria: Ciao cara, ti vedo in ansia che
succede?
Flavia: Vedi nonna è da circa qualche mese che ho
iniziato a giocare a basket, prima delle partite sono sempre stata
tranquilla Sebastiano e Mami e Papi mi hanno sempre tranquillizzata
quando mi prendevano questi momenti. Non so spiegarmelo ma domani
inizia il campionato ed io ho il timore di sbagliare tutti i coach
compresi mi dicono di stare tranquilla ma...
Maria: Tesoro
mio, anch'io come te avevo le tue stesse reazioni ma poi quando ero
in campo cambiava tutto ecco vedi io da giovane giocavo a basket e se
vuoi sfogarti sono qui ad ascoltarti e consigliarti.
Flavia:Nonna
è normale che prima di una partita importante come quella che
giocherò domani mi senta agitata e mi sembri che sbaglierò?
Maria:
ma certo tesoro, anche a me era successo alla mia prima partita in
campionato.
Flavia: Domani verrai a vedermi?
Maria:
Certamente, non mi perderei per nulla al mondo la prima partita di
campionato giocata da mia nipote. Sono così orgogliosa e fiera di te
non dimenticarlo mai.
All'improvviso
sentì qualcuno da dietro che mi abbraccio senza dire nulla lo
riconobbi da quel suo profumo unico che avrei riconosciuto tra mille,
era Sebastiano, mi prese e mi fece girare verso di lui e mi disse di
stare tranquilla. La conversazione con mia nonna Maria mi ha lasciata
a bocca aperta dallo stupore e ora so che se avrò bisogno lei ci
sarà. Ora torno a casa da Mami, da Papi ma soprattutto da Simone il
mio fratellino di 1 anno la mia famiglia non mi fa mancare nulla anzi
si preoccupano per me il rapporto che avevamo all'inizio si è
trasformato completamente.
Capitolo
10:
Ed
eccoci giunte al grande giorno; oggi giocheremo in campionato contro
il Siena, siamo in spogliatoio tutte agitate e tese quando entrano i
coach con i loro consiglieri ovvero i ragazzi che ci aiutano, i coach
ci danno le ultime dritte e che la partita abbia inizio: siamo
all'inizio e già una ragazza della squadra avversaria mi ha presa di
mira e a Clara ciò non passa inosservato ed eccola che inizia a
passare la palla alle altre per distrarre l'attenzione
dell'avversaria che mi mirava e quando questa è rivolta con lo
sguardo altrove ecco che segniamo continuiamo così fin quando
l'arbitro non fischia la fine del primo tempo. Durante l'intervallo
Claudio e Francesco ci dicono di cambiare tattica e di usare l'ultimo
schema che avevamo provato in allenamento. Mentre sto tornando in
panchina mi sento chiamare "Flavia!" Mi giro e vedo Amanda
mi avvicino alla barriera tra il campo e la platea e parlo con lei.
Amanda:Flavia,
stai tranquilla e concentrati sul tuo obbiettivo non perderlo mai
d'occhio.
Flavia:
Farò come mi hai detto, solo che ho paura di sbagliare e non riesco
a non pensarci.
Amanda:Stai
tranquilla e vedrai che non accadrà, ricordati di ciò che ti hanno
detto in allenamento e concentrati soltanto sulla partita.
Flavia: Ok. Spero di renderti orgogliosa e fiera di me.
Amanda:Certo,non
dubitarne.
Flavia:Ora
torno in campo a dopo.
Amanda: a dopo e metticela tutta.
Flavia:
Sarà fatto.
Salutata
Amanda mi diressi verso le mie compagne e dentro di me mi sentivo
tranquilla e carica, all'inizio non capì cosa mi stesse succedendo
ma poi ripensai alle parole di Amanda e capì che le sue parole mi
avevano tranquillizzata e trasmesso una carica che non riuscivo a
comprendere... In quel preciso momento compresi che stavo iniziando
ad affezionarmi a lei. Poco dopo iniziò il secondo tempo della
partita e per tutto il tempo il mio cuore mi riportò alla mente le
parole che mi aveva detto poco prima Amanda e mi concentrai sulla
partita e feci vincere la mia squadra per il risultato di 48 a 17.
A fine partita, salutati tutti andai a festeggiare con la mia
famiglia e la mia squadra la vittoria il mio fratellino Simone non si
separò nemmeno un minuto da me e Sebastiano. Simone adora Sebastiano
e Sebastiano adora Simone quando siamo assieme tutti e tre sembriamo
una famiglia.
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